Il Social Lending

il lending based crowfunding (LBC), è un canale di finanziamento alternativo rispetto a quello rappresentato da banche e intermediari finanziari, grazie al quale famiglie e piccole imprese ricevono prestiti direttamente da una moltitudine di investitori - privati o istituzionali - tramite l’incontro tra domanda e offerta di credito su piattaforme on-line.

L’incontro tra domanda e offerta di finanziamenti avviene dunque tramite piattaforme informatiche che valutano il merito creditizio dei debitori e gestiscono i flussi di pagamento tra le parti prenditrici e prestatrici.

Il lending-based crowdfunding si distingue dalle altre forme di “raccolta fondi” (quali donation-based, reward based ed equity-based), poiché in questo caso finanziatori e prenditori sottoscrivono direttamente - o indirettamente tramite la piattaforma o soggetti bancari ad essa correlati - un contratto in virtù del quale i primi prestano una somma in denaro e i secondi si impegnano a restituire il capitale quasi sempre maggiorato di un tasso d’interesse, entro un dato lasso temporale.

I soggetti finanziati possono essere persone fisiche, associazioni senza scopo di lucro e piccole e medie imprese (PMI), mentre gli investitori sono privati, società che offrono servizi di gestione patrimoniali, investitori istituzionali o banche.


Le piattaforme che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di finanziamenti possono adottare modelli di funzionamento anche molto diversi fra loro, ma la quasi totalità di esse ha in comune le seguenti caratteristiche:


a) raccolta di domande di finanziamento provenienti da parte dei potenziali debitori che forniscono informazioni sulla loro identità e sul progetto da finanziare;

b) selezione dei potenziali debitori sulla base del merito di credito e assegnazione di un punteggio (rating), il quale indica sinteticamente la probabilità che il prestito venga restituito;

c) possibilità per gli investitori di finanziare anche solo una piccola quota del prestito richiesto da ciascun debitore;

d) gestione dei flussi di pagamento tra debitori e investitori (direttamente o avvalendosi dei servizi di una società terza);

e) utilizzo di processi ampiamente standardizzati e automatizzati e servizi per mezzo di canali digitali;

f) commissioni per gli investitori proporzionate all’importo del debito e dell’ammontare investito.


Il prestito su piattaforma consente dunque a famiglie e imprese di ampliare le proprie fonti di finanziamento, permettendo ai prestatori di diversificare i propri investimenti.

La prima piattaforma di LBC, denominata Zopa, è stata fondata circa quindici anni fa nel Regno Unito, ispirandosi sostanzialmente al funzionamento dei mercati obbligazionari.

Da allora questo tipo di finanziamento si è diffuso in tutto il mondo. A partire dall’inizio di questo decennio, il lending crowdfunding è cresciuto soprattutto in Cina, negli USA e nel Regno Unito.

Tale tecnologia apre ad ampi spazi di collaborazione tra le banche e le piattaforme LBC: negli Stati Uniti e nel Regno Unito, in numerosi casi, gli intermediari tradizionali hanno infatti affidato, in parte o completamente, il processo di erogazione di alcuni tipi di prestiti alle piattaforme, sfruttandone la maggiore efficienza sia dal punto di vista della rapidità sia dal punto di vista della riduzione di costi.


L’operatività delle piattaforme va esaminata e distinta da quella delle banche tradizionali, anzitutto, per quanto riguarda i rapporti con i potenziali debitori.

I finanziamenti a cui questi ultimi possono accedere sono solitamente soltanto mutui a tasso fisso, di importo compreso tra mille e un due milioni di euro, che prevedono il pagamento di rate composte da una quota capitale e da una quota interessi.


Le piattaforme possono avere differenti modalità di funzionamento:

1. asta competitiva: la piattaforma o il debitore stabiliscono un tasso d’interesse di riferimento e gli investitori indicano la quota di debito che sono disposti a finanziare e il relativo tasso d’interesse in un’asta competitiva;

2. diversificazione del rischio: la piattaforma fissa il tasso d’interesse sulla base del rating e gli investitori decidono chi finanziare e per quale importo, pur potendo gli investitori optare per una ripartizione automatica del proprio investimento. In questo caso, gli investitori indicano il profilo rischio- rendimento, la durata e l’ammontare complessivo dell’investimento, che viene suddiviso dalla piattaforma su più debitori. Questa modalità operativa è la più diffusa negli USA e nel Regno Unito, prevalente per i prestiti alle PMI;

3. fondo di salvaguardia: gli investitori non hanno la possibilità di scegliere i soggetti da finanziare, che vengono selezionati automaticamente dalla piattaforma rispettando le indicazioni in termini di durata e profilo rischio-rendimento. Spesso, per compensare questa limitazione nella scelta dei debitori, i prestiti sono garantiti da un fondo di salvaguardia destinato a coprire eventuali perdite fino a capienza, alimentato da commissioni aggiuntive pagate dai debitori e/o dai finanziatori e gestito da una società terza. Questo modello è il più diffuso tra le piattaforme per prestiti a famiglie nel Regno Unito;

4. modello OICR: i finanziatori acquistano quote di un fondo di investimento che a sua volta finanzia prestiti per mezzo della piattaforma. Questo è il modello più recente, adottato in Francia per i prestiti alle famiglie e nel Regno Unito, negli USA e in alcuni paesi dell’Europa continentale.


Due sono le principali modalità alternative con cui il credito è erogato:

a. la piattaforma mette a disposizione dei soggetti coinvolti la struttura legale e operativa necessaria a sottoscrivere dei singoli contratti di debito, poi - firmati i contratti - i fondi offerti dai finanziatori, custoditi in depositi presso una banca terza, vengono messi a disposizione del debitore. Questo modello è il più diffuso in Europa e implica che i rischi sopportati dai finanziatori siano solamente quelli legati al contratto di debito;

b. una volta raggiunto un ammontare di offerte pari a quello richiesto dal debitore, la piattaforma dà disposizione a una banca partner di erogare un prestito al richiedente di fondi. La piattaforma procede, dopo pochi giorni, all’acquisto di tale prestito, mantenendolo nel proprio bilancio. Il credito viene finanziato per mezzo dell’emissione di titoli di debito (una passività della piattaforma) il cui rendimento dipende dal pagamento delle rate da parte dei debitori. Ne consegue che i finanziatori sopportano non solo il rischio di credito dei debitori, ma anche quello di liquidità della piattaforma.




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